Linee progettuali

VAO (Virtual Acoustic Orchestra)
per una nuova visione del suono orchestrale

Premessa

Il computer oggi è in grado di riprodurre qualsiasi tipo di strumento musicale, particolarmente interessante, per ragioni di complessità. Si parla così dal 1996 di Orchestre Virtuali (VST Virtual Studio Tecnology). Nate con il nobile scopo di consentire alla maggior parte dei compositori di scrivere potendo ascoltare in tempo reale la propria musica, le orchestre virtuali si sono rapidamente evolute sino al punto di fare concorrenza ad ensemble strumentali di alto livello. Le prime simulazioni erano talmente approssimative da dar luogo ad un sound totalmente dissimile dal vero ma così tremendamente caratteristico al contempo da essere ancora oggi molto amato dagli appassionati di Rpg e Retrogaming. Negli anni, questa tecnologia è migliorata in modo sorprendentemente rapido.
Oggi è possibile affermare con certezza che in ambito musicale il sorpasso quantitativo delle macchine sull’uomo è ampiamente consumato. Molta della musica che ascoltiamo al cinema, in televisione, nei dischi o nei media in generale, è in effetti realizzata interamente o in larga parte tramite l’uso di programmi in grado di riprodurre fedelmente il suono e le sfumature dei vari strumenti musicali (archi, fiati, percussioni). Perfino nel caso delle performance vocali (unico ambito in cui il computer non è realmente sostitutivo) si ricorre comunque all’impiego di software per la correzione dell’intonazione e del ritmo. Molto spesso dunque, quando sentiamo un violino, un pianoforte, una chitarra o un corno, non si tratta di un’esecuzione reale ma di una simulazione virtuale.
L’aspetto più sorprendente della questione è che la tecnologia Vst (nata nel 1996) era inizialmente utilizzata solo da piccole produzioni e comunque nell’ambito di lavorazioni in cui alla musica non era dato particolare risalto. Tuttavia da un punto di vista squisitamente qualitativo, fino a verso la fine del 2007, fare un paragone tra un’esecuzione virtuale ed una tradizionale non avrebbe avuto alcun senso. Recentemente la situazione sembra però essere nettamente cambiata. In virtù di un’evoluzione tecnica esponenzialmente rapida, ci troviamo oggi difronte al dato esteticamente rilevante, secondo cui anche molte produzioni ad alto budget preferiscono ricorrere per lo più all’impiego di orchestre virtuali.
Quando ad utilizzare questo sistema di lavoro sono perfino le grandi produzioni Hollywoodiane (la cui scelta non può certo essere dettata da ragioni economiche), sorge spontanea una domanda. 
È possibile che una serie di computer possa sostituire la bravura di maestri d’orchestra di alto livello? 
La realtà è che ogni sistema ha caratteristiche e possibilità espressive diverse nonché, punti di forza funzionali al raggiungimento di scopi estetici profondamente differenti.
Tuttavia, se ormai siamo al punto in cui queste sottili differenze (che pur resistono tra i due sistemi) sembrano percepibili per lo più dagli addetti ai lavori, dall’altro il paragone tra un’esecuzione virtuale ed una tradizionale è generalmente fatto, evocando contra computer, il suono delle migliori orchestre del mondo (Berliner, Wiener, London Symphony, etc). Chiaramente, la stragrande maggioranza della musica oggi prodotta, non è affatto eseguita da orchestre di un livello simile o anche lontanamente paragonabile.
L’orchestra virtuale inoltre sembra avere racchiuse in sé possibilità timbrico espressive non del tutto esplorate. Potendo intervenire chirurgicamente su ogni componente dell’orchestra, nonché sul suono di ogni strumento, sarebbe limitante concepirla solo come mera sostituta di un’orchestra reale. Argomento quest’ultimo su cui sarà certamente interessante tornare…
Il sorpasso quantitativo è certamente legato più a ragioni economiche che estetiche. Quello qualitativo invece (escludendo le migliori orchestre sopra citate) sembra derivare sia da questioni tecnologiche, sia dal fatto che le orchestre virtuali più evolute (Vsl, Ewqlso, Lass, etc) sono in realtà create proprio campionando il suono dei migliori ensemble sinfonici del mondo. La questione appare quindi fortemente ambivalente. Come spesso accade quando la tecnica si evolve senza politiche che la sorreggano, succede oggi che se da un lato molti compositori hanno la possibilità di realizzare egregiamente (almeno da un punto di vista tecnico) la propria musica, dall’altro sono spariti altrettanti strumentisti che vivevano proprio di piccole e medie produzioni.
Certamente alle orchestre minori restano comunque le esibizioni dal vivo, almeno fino a quando (e credo sia già avvenuto) qualcuno non deciderà di mettere in scena dei computer.

Obiettivi

Mettere in scena, per la prima volta in Italia, un connubio fra tecnologia e strumenti acustici tradizionali per tentare non di operare una sostituzione ma una sinergia ed avere la possibilità di poter far interagire, migliorare, amplificare situazioni musicali attraverso la tecnologia, dando al pubblico un senso musicale ed un ascolto multimediale. Un concerto diverso che dia una particolare prospettiva musicale.

Metodologia

Creare diverse competenze musicali tecnologiche in musicisti con esperienze formative tradizionali in modo da creare performance musicali multiple.

Seminari formativi di conoscenza delle tecnologie di informatica musicale
Formare un gruppo di musicisti per il soundmapping (paesaggio sonoro del territorio)
Istituire un gruppo orchestrale nuovo tra musicisti e strumenti tradizionali e musicisti in grado di suonare attraverso performance digitali ed elettronici
Creare uno spettacolo con un repertorio che possa utilizzare entrambi i linguaggi
Registrare il lavoro e renderlo fruibile attraverso un lavoro multimediale ed audiovisivo

Scopo

Mettere in scena uno spettacolo multi- linguistico e performante in cui sia anche il territorio a diventare partitura musicale da contaminare attraverso il soundscape. Il suono di un territorio può essere manipolato, strutturato, conosciuto e registrato attraverso le nuove forme di soundmapping (paesaggio sonoro) e poi rielaborato come una vera e propria partitura musicale soundscape composition.

Luoghi di realizzazione:

Il territorio geografico preso in esame come ricerca sperimentale è:

1) Paterno Calabro per la ricerca sonora Sound Mapping e Sound Scape
2) Per i concerti sono stati individuati i territori di Crotone e Paterno Calabro

Periodo di realizzazione

Primo Blocco: Registrazione Sound Mapping paesaggio sonoro del territorio di Paterno Calabro)
Secondo blocco: Elaborazione dei dati registrati analisi del contesto sonoro, contaminazione ambientale, soundscape.
Terzo blocco: Reazione e scrittura di un repertorio Musicale
Quarto blocco: Realizzazione primo concerto (25 Giugno 2021) – Crotone
Quinto blocco: Realizzazione concerto finale (30 Luglio 2021)- Paterno Calabro
Sesto blocco: Realizzazione prodotto multimediale in piattaforma digitale (sito web dedicato)

Presentazione di Francesco Perri